Lettera Coordinatore Tecnico SOI

La Spezia, 19 – 22 giugno 2014

Spiegare a parole la magia di Special Olympics Italia a chi non ha mai partecipato ad un nostro evento non è facile….

E’ un’esperienza che ti travolge,ti emoziona, ti fa vedere il mondo con occhi diversi,ma bisogna viverla in prima persona per capirne davvero la portata…

La prossima volta che sentirete parlare di un meeting Special Olympics o di una tappa dei giochi nazionali datemi retta, sfruttate l’occasione e andate a dare un’occhiata o proponetevi come volontari…

Vi capiterà di vedere atleti che gioiscono perché il proprio avversario (non compagno! ) ha fatto un punto molto bello,partner non disabili che lasciano il campo a causa di un infortunio ed escono in lacrime non per il dolore,ma per il fatto di non poter continuare l’esperienza con i propri compagni di squadra disabili, tecnici che si commuovono vedendo i miglioramenti dei propri atleti e coordinatori tecnici che trattengono a stento le lacrime scrivendo queste righe!

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Quelli appena conclusi sono stati giochi nazionali meravigliosi, non trovo altre parole per definirli

Tutti i team di pallavolo unificata hanno giocato con gioia, correttezza, impegno, dando vita a partite di livello tecnico molto alto.

I numeri stanno aumentando, i miglioramenti sono evidenti in tutti, l’atmosfera che si respirava in palestra era incredibilmente positiva e contagiosa,non potrei davvero essere più soddisfatta,anche se si può sempre fare meglio!

Grazie per prima cosa ai miei colleghi del Consorzio Liguria Viamare perché nonostante il periodo di alta stagione mi permettono di abbandonarli in occasione degli eventi Special Olympics, grazie a chi ha lavorato con me negli scorsi mesi per rendere questi giochi di pallavolo unificata così belli,grazie agli organizzatori di questa tappa perché la macchina ha funzionato alla perfezione ed è giusto che ne andiate fierissimi,grazie a tutti i dirigenti e i giocatori della Pallavolo Don Bosco di La Spezia,compagni di viaggio che tutti vorrebbero avere,grazie agli arbitri,in particolare a Valentina e infine il grazie più grande a chi ha creduto in me e mi ha affidato un ruolo che ricopro con immenso orgoglio…

Essere membro di uno staff composto da persone così straordinarie è una sensazione indescrivibile perché significa vedere negli occhi degli altri la stessa propria passione…

Più passano gli anni più sento di far parte di una famiglia unica,fatta di atleti, partner, tecnici, familiari e volontari realmente speciali.

Coordinatore Tecnico Nazionale SOI
Serena Taccetti

Comunicazione ai SOCI

Ai genitori

RELAZIONE COMITATO DIRETTIVO


Siamo qui riuniti per il bilancio preventivo 2014 che vede la riconferma di tutti i progetti svolti nell’anno in corso: progetto Residenziale,progetto Uscite,progetto Logopedia sul Ponente, progetto Bocca Sana,,progetto Mare,attività sportive e vacanze con il supporto di figure educative ( Sappada ).

Per uno di questi progetti è anche previsto un ampliamento ( Bocca Sana 2 ).

N.B. Arriverà nuovamente a tutti la scheda di adesione ai progetti 2014. Chi aderisce è vincolato al pagamento delle spese previste per tutto il 2014

Un discorso a parte merita anche, per l’argomento che affronta,il progetto Residenziale che noi consideriamo un laboratorio di ricerca per il “ durante e dopo di noi” e che questa sera viene rivisto alla luce dell’esperienza dell’anno in corso.

Chiediamo ora a ciascuno di voi di immaginare,se dall’oggi al domani,tutte questa attività previste dai progetti venissero a mancare nella quotidianità dei nostri figli: provocherebbero sicuramente un vuoto e loro sarebbero un po’ più soli,per questo è fondamentale che si continui e si migliori.

Il 2013 è il nostro decennale di fondazione. Dieci anni fa lo spirito di collaborazione e di impegno era cosi forte che il C.D. sentiva intorno a se l’incoraggiamento e l’aiuto di tutti e non avevamo ne soldi ne progettualità.

Oggi abbiamo sicuramente risorse e progetti importanti,ma sentiamo meno la voglia di condividere con i membri del consiglio il percorso della nostra associazione e se mi posso permettere,a volte le critiche superano gli aiuti.

Le critiche sono sempre ben accette,perché aiutano a migliorarsi,ma quelle costruttive nate per rinforzare.

Mi sembra che nel tempo si sia indebolita l’idea di cosa siamo:un’associazione di volontariato dove tutti i soci sono volontari.

Volontariato vuol dire impegnarsi in prima persona mettendo a disposizione un po’ del proprio tempo libero.

Accompagnare i nostri figli perché vivano ciò che progettiamo per loro è il nostro ruolo di genitori, non è fare volontariato. Volontariato è recuperare lo spirito iniziale e non pensare che tutto debba essere gestito da chi ricopre delle cariche,ma tutti insieme dobbiamo rimboccarci le maniche.

Cerchiamo insieme di recuperare lo spirito iniziale per dar vita ad altri 10 intensi anni di attività.

Un’ultima considerazione, il progetto residenziale 2014,presentato poco fa dalle nostre Dottoresse apre ad una dinamica finora non esplorata: la divisione in gruppi sulla base dell’autonomia raggiunta. E’ un passo necessario e talmente importante e delicato che il C.D. ha consegnato interamente nelle mani delle nostre due Psicologhe l’organizzazione delle attività, saranno loro a parlare con i genitori ed i ragazzi per valutare il livello,saranno loro a formare i gruppi di mese in mese sulla base delle relazioni degli educatori. Per qualunque richiesta o segnalazione ognuno di noi non dovrà rivolgersi al C.D. ma a loro affinché i ragazzi partecipanti possano trovare il loro spazio e rinforzare la loro autonomia in rapporto alle loro capacità. Riteniamo però che la formula di questa progettualità sia applicabile solo al Residenziale.

Tutti gli altri progetti e momenti di incontro, anche estemporanei, manterranno le caratteristiche precedenti,soprattutto l’eterogeneità dei vari gruppi.

Cosi come chiediamo alla società di includere i nostri figli nella vita del territorio, cosi la parola inclusione è il punto fisso di tutte le nostre attività.

Inclusione nella vita di tutti i giorni sul territorio e inclusione tra i nostri ragazzi dove chi riesce meno trova nel gruppo l’aiuto per completarsi e superare le singole difficoltà.

Il Consiglio Direttivo

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